Sulla verità della letteratura. A proposito del primo romanzo di Anna Felder
DOI:
https://doi.org/10.22015/V.RSLR/72.2.3Resumen
Nel 1970 Anna Felder esordiva con il romanzo Quasi Heimweh, la versione tedesca di Tra dove piove e non piove, pubblicandolo a puntate sulla Neue Zürcher Zeitung. Dato l’argomento – una maestra italiana parla delle sue esperienze con i figli degli immigrati –, i lettori del quotidiano zurighese ne avvertirono immediatamente l’attualità politica, tanto più che la consultazione popolare sul referendum Schwarzenbach era imminente. Noi colleghi della scrittrice, allora insegnanti al liceo di Aarau, credevamo di riconoscerci fra la cerchia degli amici della protagonista, anche se a lettura inoltrata dovemmo renderci conto dell’inadeguatezza di un tale approccio. Infatti, il romanzo di Anna Felder, mescolando finzione e verità storica, non si atteneva al criterio referenziale, ma perseguiva una poetica consistente in una riflessione sui valori etici ed estetici.
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