Anja Dreschke and Michaela Schäuble (2024): Tarantism Revisited. Produced by EMB – Ethnographic Mediaspace Bern and Petit à Petit Cologne. Italian voice-over, texts & credits english. colour, b/w. 145 minutes (preliminary version).
Abstract
Il presente contributo è la recensione del film Tarantism Revisited, diretto daAnja Dreschke e Michaela Schäuble, prodotto dalla EMB – Ethnographic Mediaspace Bern and Petit à Petit Cologne nel 2024. Il film racconta un fenomeno molto conosciuto nell’antropologia ed etnomusicologia italiana, quello della meloterapia del tarantismo. Il film gioca in modo sapiente e coinvolgente con l’interpolazione continua tra documentazione storica e riprese contemporanee, costruendo una narrazione stratificata che riflette la complessità del tarantismo, tanto nella sua dimensione storica quanto nelle sue persistenze e trasformazioni nel presente. Non si tratta semplicemente di un confronto tra ieri e oggi, ma di un dialogo fra tempi etnografici e cinematografici, che si intrecciano senza mai fondersi completamente, mantenendo sempre una certa tensione critica. Il suono fa un uso sapiente di voci fori campo, suoni in presa diretta, nuove composizioni e documentazione d'archivio, creando una vera e propria colonna sonora multivocale densa di significato. In questo gioco calibrato di presenze e assenze, di voci che si fanno corpo e corpi che si fanno assenti, si rivela una concezione del documentario che non si accontenta della registrazione oggettiva dei fatti, ma ne mette in discussione i presupposti epistemologici. Il film stesso, attraverso questa articolazione sonora e visiva, diventa un dispositivo riflessivo. Le autrici sembrano interrogare non solo il tarantismo in quanto fenomeno storico e culturale, ma anche le modalità con cui esso è stato e continua a essere osservato, narrato, rappresentato. L’operazione filmica si avvicina così alla logica della “meta-etnografia”, in cui la narrazione include al proprio interno la consapevolezza dei propri strumenti e dei propri limiti.
Parole chiave
tarantismo, memoria sonora, etnografia